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I filodrammatici di Charenton

I filodrammatici di Charenton

Ispirato al “Marat-Sade” di Peter Weiss e agli scritti di Marat e del Marchese de Sade

 

di e con
Licia Amodeo
Massimiliano Curcio
Renata Falcone
Valeria Libri
Emanuela Musarella
Basilio Musolino

 

costumi
Caterina Casile
Simone Martino

 

regia
Basilio Musolino

 

Produzione
Experimenta - Teatro dell'Arte

 

Uno spettacolo ispirato da diversi studi e momenti di laboratorio sul Marat-Sade di P. Weiss. Nel testo si racconta di un gruppo di internati nel manicomio di Charenton che, con la guida del Marchese de Sade, mettono in scena un testo teatrale scritto dallo stesso marchese. Siamo negli anni successivi alla rivoluzione francese. Lo spettacolo, per Sade, è il mezzo attraverso cui far sentire la propria voce su quegli avvenimenti.          
La drammaturgia di Weiss è un pretesto per scoprire qualcosa in più dell’animo umano, della follia che, a volte inconsapevolmente, ci accompagna. Per fare questo abbiamo deciso di incontrare queste persone non il giorno del loro spettacolo davanti al pubblico, ma nei giorni immediatamente prima. Lentamente abbiamo spostato la nostra virtuale cinepresa del tempo fino ai giorni precedenti la rappresentazione.      
Li vediamo, così, in lotta coi loro sogni e i loro pensieri, alternare e confondere momenti dello spettacolo con altri evocativi della loro esperienza di reclusi e della loro vita prima di Charenton.
La realtà diventa spettacolo per poi ritornare ad essere ancora realtà.         

Un lungo periodo di prove ha caratterizzato questa prima opera della neonata Experimenta. In questo lasso di tempo sono nate le linee guida della messinscena. Abbiamo scelto di non rappresentare una didascalica ed esteriore patologia mentale ma, cercando dentro di noi, di scoprire le nostre quotidiane follie. Quelle che forse ci permettono di continuare a vivere in questa società che, a volte, non sembra così lontana dall’idea di manicomio.     
La giornata nel nostro Charenton è scandita dalla fame, dalle prove sotto lo sguardo del marchese e sottostanti al suo umore e alle sue simpatie e soprattutto dai canti. È questo il momento che sembra regalare agli internati una nuova vita, un momento che forse permette loro di dimenticare dove sono e soprattutto di esprimere il loro essere senza condizionamenti.         
Ma la follia non si può mettere completamente da parte. Di sicuro arriverà il momento in cui richiederà il pagamento di un prezzo, che, come in questo caso, potrà essere salato.
Soltanto di notte resta il tempo di cercare una nuova tranquillità o almeno ritrovarsi con i propri sogni e con i propri incubi. Ma quelli, forse, li conosciamo già.