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L'apparizione / Scrooge / Libera i miei nemici / Oggi le co(s)miche / K. e le altre / I filodrammatici di Charenton
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Liberamente tratto dal romanzo “Il Processo” di F. Kafka
con
Massimiliano Curcio
Renata Falcone
Valeria Libri
Emanuela Musarella
luci
Carmelo Vazzana
assistente alla regia
Emanuela Musarella
regia
Basilio Musolino
Una mattina Josef K. viene arrestato.
Qualcuno deve averlo calunniato.
È l’inizio del suo ultimo anno di vita. Leni, la signorina Bürstner, la signora Grubach sono, insieme alle altre donne del romanzo, coloro che sembrano conoscere i segreti del misterioso tribunale che inquisisce solo i olpevoli.
Le nostre autorità non cercano la colpa, ma com’è scritto nella legge, sono attirate dalla colpa.
E saranno loro a raccontare le vicende giudiziarie e personali del protagonista. K. sembra lasciarsi trascinare dagli eventi e dagli incontri.
Non ho ancora preparato la prima comparsa.
Basterebbe confessare, la confessione è l’unica soluzione.
Devi confessare!
Alla legge non si sfugge.
Ti vogliono scannare.
E un anno dura solo un anno.
Come un cane!
In K. e le altre non è Joseph K. a raccontare il suo ultimo anno di vita, ma le donne che durante quest’anno incontra, e che sono con lui protagoniste della storia. I personaggi maschili, tranne K., non si vedono, le donne li raccontano, li fanno vivere in scena e li fanno materializzare con i loro racconti.
Questa particolare visione nasce dall’idea che le donne, apparentemente marginali nel romanzo, in realtà gestiscono la strana storia di questo processo e conoscono, meglio degli altri protagonisti, tutto ciò che accade.
L’unico veramente inconsapevole è K., che cerca, prima di arrendersi quasi convincendosi della sua colpevolezza e di affidarsi con tranquillità ai due boia, di lottare contro il sistema cercando ogni possibile via per uscire dalle maglie della giustizia. Ma in realtà è un processo con la sentenza già scritta giacché il tribunale inquisisce solo i colpevoli. La colpa, quindi, è insita nel protagonista e non è dovuta a un’azione da lui ha compiuta.
Nella messinscena dominano il bianco e nero simile a quello delle foto e del cinema di inizio secolo. Uno studio sulle luci che tende a ricreare la drammaticità del testo anche sotto l’aspetto visivo.
Pochi elementi scenici ricreano, in un continuo mutare, i diversi luoghi del romanzo.
In scena tre donne che interpretano vari personaggi e un uomo, K., che appare vittima e succube degli eventi sebbene ne sia protagonista.